Incipit

ADDIO, E GRAZIE PER TUTTO IL PESCE

ADDIO, E GRAZIE PER TUTTO IL PESCE

D. Adams

Quella sera fece buio presto, il che è normale per quel periodo dell’anno. Era freddo e tirava vento, il che era normale. Cominciò a piovere, il che era particolarmente normale. Atterrò un’astronave, il che non era normale. (Traduzione: Laura ...

DON CHISCIOTTE

DON CHISCIOTTE

M. de Cervantes

Lettore beato, che non hai nulla da fare, puoi ben credermi senza tanti giuramenti se ti dico ch’io vorrei che questo libro, figliuolo come è del mio pensiero, fosse il più bello, il più brillante, il più geniale che si possa immaginare. Ma non ho ...

MARGHERITA DOLCEVITA

MARGHERITA DOLCEVITA

S. Benni

Sono andata a letto e le stelle non c’erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra, ma niente da fare. Erano sparite. Era sparita Sirio e Venere e Carmilla e Altazor. E anche Mab e Zelda e Bacbuc e Dandelion e la costellazione del Tacchino e ...

GOMORRA

GOMORRA

R. Saviano

Il container dondolava dolcemente mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell’aria, lo sprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domane il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di ...

JANE EYRE

JANE EYRE

C. Brontë

Impossibile uscire a passeggio quel giorno. Avevamo, è vero, camminato per un’ora nell’albereta ormai spoglia, durante la mattinata; ma all’ora di colazione (la signora Reed faceva colazione presto, quando non aveva ospiti) il vento freddo aveva ...

I VENTITRE GIORNI DELLA CITTÀ DI ALBA

I VENTITRE GIORNI DELLA CITTÀ DI ALBA

B. Fenoglio

Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944. Ai primi d’ottobre, il presidio repubblicano, sentendosi mancare il fiato per la stretta che gli davano i partigiani dalle colline (non dormivano da ...

IL POZZO E IL PENDOLO

IL POZZO E IL PENDOLO

E. A. Poe

Io ero ammalato… ammalato fino alla morte per quella lenta agonia; e come alfine essi mi sciolsero e potei sedere, mi sentii venir meno. La sentenza – la paurosa sentenza di morte – fu l’ultimo accento distinto che mi arrivasse all’orecchio. ...

IL CASTELLO

IL CASTELLO

F. Kafka

Era tarda sera quando K. arrivò. Il paese era affondato nella neve. La collina non si vedeva, nebbia e tenebre la nascondevano, e non il più fioco raggio di luce indicava il grande Castello. K. si fermò a lungo sul ponte di legno che conduceva dalla ...

LE AVVENTURE DI TOM SAWYER

LE AVVENTURE DI TOM SAWYER

M. Twain

«Tom!» Silenzio. «Tom!» Nuovo silenzio. «Chissà mai dove è andato a cacciarsi quel ragazzo? Ehi, To-om!» La vecchia signora abbassò gli occhiali sul naso e, guardando al di sopra di essi, volse gli occhi per la stanza; poi li sollevò sulla ...

ASPETTANDO GODOT

ASPETTANDO GODOT

S. Beckett

Strada di campagna, con albero. È sera. Estragone, seduto per terra, sta cercando di togliersi una scarpa. Vi si accanisce con ambo le mani, sbuffando. Si ferma stremato, riprende fiato, ricomincia daccapo. Entra Vladimiro. (Traduzione: Carlo ...

SABOTAGGIO D’AMORE

SABOTAGGIO D’AMORE

A. Nothomb

Al galoppo sul mio cavallo, sfilavo fra i ventilatori. Avevo sette anni. Niente era più piacevole che avere troppa aria nel cervello. Più la velocità fischiava, più entrava ossigeno che faceva piazza pulita. Il mio destriero arrivò alla piazza del ...

LE TIGRI DI MOMPRACEM

LE TIGRI DI MOMPRACEM

E. Salgari

La notte del 20 settembre 1849 un uragano violentissimo imperversava sopra Mompracem, isola selvaggia, di fama sinistra, covo di formidabili pirati, situata nel mare della Malesia, a poche centinaia di miglia dalle coste occidentali del Borneo.

DIARIO DI SCUOLA

DIARIO DI SCUOLA

D. Pennac

Cominciamo dall’epilogo: la mamma, quasi centenaria, guarda un film su un autore che conosce bene. Si vede l’autore a casa sua, a Parigi, circondato dai suoi libri, nella sua biblioteca che è anche il suo studio. La finestra dà sul cortile di una ...

CREATURA DI SABBIA

CREATURA DI SABBIA

T. Ben Jelloun

Quel volto era reso più lungo da alcune rughe verticali, profonde come cicatrici, scavate da insonnie ostinate e abituali, un volto mal rasato, lavorato dal tempo. La vita – ma quale vita? una apparenza strana di memorie distrutte – doveva averlo ...

ALCATRAZ

ALCATRAZ

D. Cugia

228 giorni all’esecuzione Jack Folla, il D. J. nel braccio della morte. Dici che è assurdo? No, fratello, la cosa assurda non è che sono un italiano nel braccio della morte di un carcere di massima sicurezza degli Stati Uniti. La cosa assurda è che ...

LA GITA A TINDARI

LA GITA A TINDARI

A. Camilleri

Che fosse vigilante, se ne faceva capace dal fatto che la testa gli funzionava secondo logica e non seguendo l’assurdo labirinto del sogno, che sentiva il regolare sciabordìo del mare, che un venticello di prim’alba trasìva dalla finestra ...

MR. NORRIS SE NE VA

MR. NORRIS SE NE VA

C. Isherwood

La prima cosa che notai fu che gli occhi dello sconosciuto erano di un insolito colore azzurro chiaro. Quegli occhi incontrarono i miei, imbarazzati, per alcuni secondi, ed erano vuoti di ogni espressione, sgomenti. Allarmati e soffusi di innocente ...

VIAGGIO IN PARADISO

VIAGGIO IN PARADISO

M. Twain

Stavo morendo, e lo sapevo. Respiravo con difficoltà a lunghi intervalli, e tutti erano intorno al letto, immobili, silenziosi, attendendo che me ne andassi. Di tanto in tanto parlavano; le loro parole divenivano sempre più fioche, sempre più ...

CANNE AL VENTO

CANNE AL VENTO

G. Deledda

Tutto il giorno Efix, il servo delle dame Pintor, aveva lavorato a rinforzare l’argine primitivo da lui stesso costruito un po’ per volta a furia d’anni e di fatica, giù in fondo al poderetto lungo il fiume: e al cader della sera contemplava la ...

I PROMESSI SPOSI

I PROMESSI SPOSI

A. Manzoni

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un ...

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