Incipit

BEL-AMI

BEL-AMI

G. de Maupassant

Quando la cassiera gli ebbe dato il resto dei cinque franchi, Giorgio Duroy uscì dal ristorante. Siccome aveva un bel portamento, sia per natura, sia per posa di ex sottufficiale, si impettì, si arricciò i baffi con un gesto militaresco abituale, e ...

MOLL FLANDERS

MOLL FLANDERS

D. Defoe

Il mio vero nome è fin troppo noto, nelle carte e nelle cronache della prigione di Newgate e al tribunale dell’Old Bailey, e vi sono ancora prudenti faccende di gravità tale, riguardo alla mia specifica condotta, da far escludere che io possa firmare ...

DECAMERON

DECAMERON

G. Boccaccio

Quantunque volte, graziosissime donne, meco pensando riguardo quanto voi naturalmente tutte siete pietose, tante conosco che la presente opera al vostro iudicio avrà grave e noioso principio, sì come è la dolorosa ricordazione della pestifera ...

Il GGG

Il GGG

R. Dahl

Sofia non riusciva a prender sonno. Un raggio di luna che filtrava tra le tende andava a cadere obliquamente proprio sul suo cuscino. Nel dormitorio gli altri bambini sognavano già da tempo. Sofia chiuse gli occhi e rimase immobile tentando con tutte ...

BERLIN ALEXANDERPLATZ

BERLIN ALEXANDERPLATZ

A. Döblin

Fermo davanti alla porta della prigione di Tegel, era libero. Ancora ieri insieme agli altri aveva raccolto patate nei campi dietro il penitenziario, vestito da forzato, ora se ne andava attorno con un soprabito giallo, leggero, gli altri stavano ancora ...

UN ALTARE PER LA MADRE

UN ALTARE PER LA MADRE

F. Camon

Davanti alla chiesa si era formata una piccola folla, ragazzi, donne e uomini di tutte le età, che si andavano raggruppando secondo i gradi di parentela o secondo il caso: bastava che uno dicesse una parola e un altro rispondesse perché tra loro due si ...

IL PROFESSORE VA AL CONGRESSO

IL PROFESSORE VA AL CONGRESSO

D. Lodge

“Aprile è il più crudele dei mesi”, la citazione Persse McGarrigle la fece silenziosamente a se stesso, osservando attraverso i vetri sporchi la neve fuori stagione che incrostava i prati e le aiuole del campus dell’università di Rummidge. Aveva ...

PUERTO ESCONDIDO

PUERTO ESCONDIDO

P. Cacucci

Acido. Pizzichi di luce, ronzio. Echi di colpi che rimbalzano da una parete all’altra del cranio, immenso come un solaio. Luce violenta. Credo che gli occhi siano aperti. Bianco. Li chiudo, li riapro, il bianco diventa grigio chiaro, torna bianco ...

IL LIBRAIO DI SELINUNTE

IL LIBRAIO DI SELINUNTE

R. Vecchioni

La mia città non si chiama Selinunte, anzi, non si chiama proprio. Si chiamava così una volta, quando alle cose corrispondevano nomi. Oggi qui non si comunica più a parole, ma a codici; a volte semplici, a volte complessi, fatti di segni mischiati a ...

DIARIO D’IRLANDA

DIARIO D’IRLANDA

H. Böll

Quando arrivai a bordo del piroscafo, l’occhio e l’orecchio, gli odori stessi che sentivo intorno, mi dissero che avevo varcato un confine. Avevo visto l’Inghilterra in uno dei suoi aspetti più dolci, il Kent, quasi bucolico e, sfiorata appena la ...

RAGAZZE NELLA FELICITÀ CONIUGALE

RAGAZZE NELLA FELICITÀ CONIUGALE

E. O'Brien

Non molto tempo fa, Kate Brady e io stavamo bevendo insieme un paio di malinconici gin fizz, su a Londra, lagnandoci del fatto che niente sarebbe mai cambiato, che saremmo morte così com’eravamo: con quel tanto che basta per mangiare, maritate con ...

LA PESTE SCARLATTA

LA PESTE SCARLATTA

J. London

Il sentiero correva lungo quello che un tempo era il terrapieno di una ferrovia. Ma non ci transitavano più treni ormai da molti anni. La foresta rimontava i versanti del terrapieno scavalcando il dosso, un’onda verde di alberi e di arbusti. Il ...

IL CONTE DI MONTECRISTO

IL CONTE DI MONTECRISTO

A. Dumas (padre)

Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre alberi il Faraone, che veniva da Smirne, Trieste e Napoli. Com’è d’uso, un pilota costiere partì subito dal porto, passò vicino al Castello d’If e salì ...

CAMERA CON VISTA

CAMERA CON VISTA

E. M. Forster

«La Signora non aveva diritto di farlo», disse Miss Bartlett, «assolutamente nessun diritto. Ci aveva promesso delle camere a Sud, con vista, vicine, e invece abbiamo due camere a Nord che danno sul cortile, e molto distanti l’una dall’altra. Oh ...

IL RACCONTO DELL’ANCELLA

IL RACCONTO DELL’ANCELLA

M. Atwood

Si dormiva in quella che un tempo era la palestra. L’impiantito era di legno verniciato, con strisce e cerchi dipinti, per i giochi che vi si effettuavano in passato; i cerchi di ferro per il basket erano ancora appesi al muro, ma le reticelle erano ...

SHOSHA

SHOSHA

I. B. Singer

Io venni educato sulla base di tre lingue morte – l’ebraico, l’aramaico e lo yiddish (che alcuni non considerano affatto una lingua) – e di una cultura che si sviluppò a Babilonia: il Talmùd. La cheder dove studiavo era un locale in cui il ...

LA LUCINA

LA LUCINA

A. Moresco

Sono venuto qui per sparire, in questo borgo abbandonato e deserto di cui sono l’unico abitante. Il sole è appena scomparso dietro il crinale. La luce si sta spegnendo. In questo momento sono seduto a pochi metri dalla mia piccola casa, di fronte a ...

IL SIGNOR CEVDET E I SUOI FIGLI

IL SIGNOR CEVDET E I SUOI FIGLI

O. Pamuk

«Le maniche del pigiama, la mia schiena… l’intera classe… tutto, anche le lenzuola… È tutto bagnato fradicio! Oddio, persino il materasso è zuppo! E adesso… e adesso mi sono pure svegliato del tutto!» farfugliò Cevdet girandosi ...

NORD E SUD

NORD E SUD

E. Gaskell

«Edith!» disse Margaret, con dolcezza. «Edith!». Ma, come Margaret in parte sospettava, Edith si era addormentata. Raggomitolata sul divano nel salotto sul retro di Harley Street, appariva davvero deliziosa in mussolina bianca e nastri blu. Se mai ...

ANNA

ANNA

N. Ammaniti

Aveva tre, forse quattro anni. Era seduto composto sopra una poltroncina di finta pelle, il mento piegato sulla maglietta verde a maniche corte. Il risvolto dei jeans sulle scarpe da ginnastica. In una mano stringeva un trenino di legno che gli pendeva ...

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