Incipit

LA LEGGENDA DEL MORTO CONTENTO

LA LEGGENDA DEL MORTO CONTENTO

A. Vitali

La mattina del 25 luglio 1843 si annunciò sotto un cielo sgombro della più piccola nuvola, con una luce smorta che ammazzava i colori e un’aria densa del pesante odore dell’acqua morta di lago quando è ferma, misto di muschi e pesci morti. Da un ...

VENDUTE!

VENDUTE!

Z. Muhsen

Si chiama Mackenzie, ma io lo chiamo Mackie, mi piace di più. Lo amo e credo che anche lui mi ami. Ma a quindici anni non si parla ancora d’amore. Ecco cosa ci dicemmo l’ultimo giorno in cui ci siamo visti: «Ti mancherò, Mackie?» «Certo che ...

LE SORELLE MATERASSI

LE SORELLE MATERASSI

A. Palazzeschi

Per coloro che non conoscono Firenze, o la conoscono poco, alla sfuggita e di passaggio, dirò com’ella sia una città molto graziosa e bella circondata strettamente da colline armoniosissime. Questo strettamente non ci lasci supporre che il povero ...

AUSTERLITZ

AUSTERLITZ

W. G. Sebald

Nella seconda metà degli anni Sessanta mi recavo di frequente, in parte per motivi di studio, in parte per altre ragioni a me stesso non ben chiare, dall’Inghilterra al Belgio, a volte solo per un giorno o due, a volte per parecchie settimane. Durante ...

LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA

LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELLA MOTOCICLETTA

R. M. Pirsig

Senza togliere la mano dalla manopola sinistra vedo dal mio orologio che sono le otto e mezza. Il vento, anche a cento all’ora è caldo e umido. Chissà come sarà nel pomeriggio, se già alle otto e mezza c’è tanta afa. Nel vento ci sono gli odori ...

CORTESIE PER GLI OSPITI

CORTESIE PER GLI OSPITI

I. McEwan

Ogni pomeriggio, quando la città oltre le scure persiane verdi cominciava ad animarsi, Colin e Mary si svegliavano al metodico picchiettio degli arnesi d’acciaio contro le chiatte di ferro ormeggiate accanto al bar galleggiante del loro albergo. Al ...

LA VITA SEGRETA DELLE API

LA VITA SEGRETA DELLE API

S. Monk Kidd

Di notte, nel mio letto, guardavo lo spettacolo delle api che si insinuavano nelle fessure delle pareti e volteggiavano nella camera con quel loro ronzio acuto da elica che vibrava sulla mia pelle. Osservavo le ali brillare come pulviscolo di cromo nel ...

VILLETTE

VILLETTE

C. Brontë

La mia madrina abitava una bella casa nella linda e antica città di Bretton. La famiglia del marito vi risiedeva da molte generazioni e portava, anzi, il nome stesso del paese: Bretton di Bretton; se ciò fosse per una coincidenza o perché qualche ...

LA LINGUA SALVATA. STORIA DI UNA GIOVINEZZA

LA LINGUA SALVATA. STORIA DI UNA GIOVINEZZA

E. Canetti

Il mio più lontano ricordo Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza esco da una porta, davanti a me il pavimento è rosso e sulla sinistra scende una scala pure rossa. Di fronte a noi, sul nostro stesso piano, si apre ...

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA

J. Verne

Il 24 maggio 1863, una domenica, mio zio, il professor Lidenbrock, rientrò in gran fretta nella sua abitazione posta al n. 19 della Königstrasse, una delle più antiche strade del quartiere vecchio di Amburgo. La buona Marta ebbe ragione di credersi ...

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE

K. Haruf

E poi ci fu il giorno in cui Addie Moore fece una telefonata a Louis Waters. Era una sera di maggio, appena prima che facesse buio. Vivevano a un isolato di distanza in Cedar Street, nella parte più vecchia della città, olmi e bagolari e un solo acero ...

IL MAESTRO E MARGHERITA

IL MAESTRO E MARGHERITA

M. A. Bulgakov

In quel pomeriggio primaverile, mentre il sole, tramontando, si specchiava nelle acque degli stagni Patriaršie, si apprestarono due uomini. Il primo era un signore dall’aspetto dignitoso, di bassa corporatura, un po’ in carne, calvo, scuro di ...

I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER

I DOLORI DEL GIOVANE WERTHER

J. W. Goethe

4 maggio 1771 Come sono contento d’esser partito! Amico caro, cos’è mai il cuore dell’uomo! Aver abbandonato te che amo tanto, che mi eri inseparabile, ed essere contento! Ma so che mi perdoni. Le altre relazioni non eran forse scelte dal destino ...

L’OMBRA DI QUEL CHE ERAVAMO

L’OMBRA DI QUEL CHE ERAVAMO

L. Sepúlveda

A noi vecchi resta solo Carlitos Santana, pensò lo specialista, e gli tornò in mente suo nonno che quarant’anni prima aveva fatto la stessa riflessione, con un’unica differenza: il cognome. «A noi vecchi resta solo Carlitos Gardel, alla salute ...

AUTO DA FÉ

AUTO DA FÉ

E. Canetti

«Che fai qui, ragazzo?». «Niente». «E allora perché ci stai?». «Così…». «Sai già leggere?». «Oh sì». «Quanti anni hai?». «Nove compiuti». «Cosa ti piace di più: una tavoletta di cioccolata o un libro?». (Traduzione: ...

LA COMPARSA

LA COMPARSA

A. B. Yehoshua

Alle quattro del mattino il cellulare riprende vita. Anche se è una sveglia dimenticata dal giorno prima, Noga non interrompe la malinconica suoneria, inserita dall’amico flautista che non voleva essere dimenticato durante questo suo lungo soggiorno ...

CHE PAESE, L’AMERICA

CHE PAESE, L’AMERICA

F. McCourt

Adesso ti è uscito il sogno. Così diceva mia madre a noi bambini quando abitavamo in Irlanda e un nostro sogno si realizzava. Il sogno che facevo io in continuazione era quello in cui arrivavo con la nave nel porto di New York e guardavo ammirato i ...

IN PATAGONIA

IN PATAGONIA

B. Chatwin

Nella stanza da pranzo della nonna c’era un armadietto chiuso da uno sportello a vetri, e dentro l’armadietto un pezzo di pelle. Il pezzo era piccolo, ma spesso e coriaceo, con ciuffi di ispidi peli rossicci. Uno spillo arrugginito lo fissava a un ...

HO SERVITO IL RE D’INGHILTERRA

HO SERVITO IL RE D’INGHILTERRA

B. Hrabal

State attenti a quello che adesso vi dico. Quando arrivai all’hôtel Praga, il capo mi prese per l’orecchia sinistra e tirandomela dice: «Qui tu sei piccolo di sala, perciò ricordati! Non hai visto niente, non hai sentito niente! Ripeti!». E ...

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE

M. Kundera

L’idea dell’eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell’imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l’abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all’infinito! ...

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