Incipit

LOLITA

V. V. Nabokov

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei limbi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo ...

IL CIMITERO DI PRAGA

U. Eco

Il passante che in quella grigia mattina del marzo 1897 avesse attraversato a proprio rischio e pericolo place Maubert, o la Maub, come la chiamavano i malviventi (già centro di vita universitaria nel Medioevo, quando accoglieva la folla degli studenti ...

LIBERA NOS A MALO

L. Meneghello

S’incomincia con un temporale. Siamo arrivati ieri sera, e ci hanno messi a dormire come sempre nella camera grande, che è poi quella dove sono nato. Coi tuoni e coi primi scrosci della pioggia, mi sono sentito di nuovo a casa. Erano rotolii, onde che ...

OSCAR E LA DAMA IN ROSA

É.-E. Schmitt

Caro Dio, mi chiamo Oscar, ho dieci anni, ho appiccato il fuoco al gatto, al cane, alla casa (credo persino di aver arrostito i pesci rossi) ed è la prima lettera che ti mando perché finora, a causa dei miei studi, non ho avuto tempo. Ti avverto ...

QUADERNI DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE

L. Pirandello

Studio la gente nelle sue più straordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch’io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno. In prima, sì, mi sembra che molti l’abbiano, dal modo come ...

L’OCCHIO DEL LUPO

D. Pennac

Il ragazzo è immobile, ritto davanti al recinto del lupo. Il lupo va e viene. Gira in lungo e in largo senza mai fermarsi. “Che scocciatore, quel tipo…” Ecco quello che pensa il lupo. Sono ormai due ore che il ragazzo sta davanti alla rete, ...

L’AMICO RITROVATO

F. Uhlman

Entrò nella mia vita nel febbraio 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l’assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti – giorni e anni, molti dei ...

FAHRENHEIT 451

R. Bradbury

Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale veder le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava ...

ZANNA BIANCA

J. London

La cupa foresta di abeti si stendeva tetra su entrambe le rive del corso d’acqua gelato. Gli alberi, squassati da un improvviso vento, si erano liberati del loro manto di brina e sembravano appoggiarsi l’uno contro l’altro, scuri e sinistri contro ...

NOTRE-DAME DI PARIGI

V. Hugo

Trecentoquarantott’anni, sei mesi e diciannove giorni or sono i parigini si svegliarono allo squillo di tutte le campane, che suonavano a distesa nella triplice cerchia della Città Vecchia, dell’Università e della Città. Eppure, il 6 gennaio 1482 ...

LA ZAMPA D’OCA

C. Cassola

Liborio viveva in cima a un monte. Come tutti i suoi contemporanei, sperava e temeva che l’Anno Mille volesse dire la fine del mondo. Per lui che era un eremita, la paura non avrebbe dovuto esistere. Giacché la fine del mondo voleva dire l’inizio ...

PICCOLE DONNE

L. M. Alcott

“Natale non sarà Natale senza qualche regalo”, brontolò Jo, sdraiata sulla stuoia del caminetto. “È così triste esser poveri”, sospirò Meg, guardando il suo vecchio abito. “Non trovo giusto che certe ragazze abbiano tante belle cose e ...

IL GIRO DI VITE

H. James

Il racconto ci aveva tenuti col respiro sospeso attorno al focolare, ma, salvo l’ovvia osservazione che era raccapricciante come è giusto che sia una strana storia narrata la vigilia di Natale in una vecchia casa, non ricordo che da principio ...

UCCELLI DI ROVO

C. McCullough

L’8 dicembre 1915, Meggie Cleary festeggiò il quarto compleanno. Dopo la colazione, sua madre sparecchiò, e senza una parola, le mise sulle braccia un pacco avvolto in carta marrone; poi le ordinò di uscire. E così, Maggie si inginocchiò dietro il ...

TUTTI I NOMI

J. Saramago

Sopra la cornice della porta c’è una placca metallica lunga e stretta, rivestita di smalto. Su sfondo bianco, le lettere nere annunciano Conservatoria Generale dell’Anagrafe. Lo smalto è crepato e sbrecciato in alcuni punti. La porta è antica, ...

CIME TEMPESTOSE

E. Brontë

1801. Sono appena rientrato dopo aver fatto visita al mio padrone di casa: l’unico vicino, un uomo solitario, che mi potrebbe infastidire. Questa regione è senza dubbio meravigliosa! Sono convinto che in tutta l’Inghilterra non avrei potuto ...

L’ESCA

D. Albahari

«Da dove devo cominciare» dice mia madre. Nello stesso istante allungo la mano e premo il pulsante sul magnetofono. Il magnetofono è vecchio. Per giorni interi ho girato i negozi a chiedere di un apparecchio così, non importa di che marca. I commessi ...

IL LIBRO DELLA GIUNGLA

R. Kipling

Eran le sette di sera, d’una serata caldissima fra le colline di Seeonee, quando Babbo Lupo si svegliò dal suo riposo diurno. Si grattò, sbadigliò e stirò le zampe una dopo l’altra per scuoterne dall’estremità il torpore del sonno. Mamma Lupa ...

IL GIUDICE E IL SUO BOIA

F. Dürrenmatt

La mattina del tre novembre 1948, nel punto in cui la strada di Lamboing (uno dei villaggi del Tassenberg) esce dal bosco che degrada lungo il vallone del Twannbach, il gendarme di Twann, Alphons Clenin, trovò una Mercedes azzurra ferma sul ciglio della ...

SHINING

S. King

Jack Torrence pensò: Piccolo stronzo intrigante. Ullman era alto poco più di un metro e sessanta, e quando si muoveva aveva la rapidità scattante che sembra essere peculiare a tutti gli ometti grassocci. Aveva i capelli spartiti da una scriminatura ...

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