Incipit

O. Pamuk

IL SIGNOR CEVDET E I SUOI FIGLI

«Le maniche del pigiama, la mia schiena… l’intera classe… tutto, anche le lenzuola… È tutto bagnato fradicio! Oddio, persino il materasso è zuppo! E adesso… e adesso mi sono pure svegliato del tutto!» farfugliò Cevdet girandosi sull’altro fianco. La realtà non era meno bagnata del sogno che aveva appena fatto. Il ricordo di quella scena lo fece trasalire: aveva sognato di essere di nuovo un alunno della scuola elementare di Kula, seduto al suo solito banco e con il maestro in piedi davanti a lui.


(Traduzione: Barbara La Rosa Salim)

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