Incipit

M. Cărtărescu

TRAVESTI

Amico, come lottare contro la mia chimera? Mio caro, mio affine, tu, il solo uomo per il quale scrivo, per il quale abbia mai scritto, come sfuggire a quel segno di rossetto posto sulla mia vita come su uno specchio nel bagno e che niente riesce a cancellare, anzi continua a spandersi, più sporco, più diluito? Come togliermi dal cervello quelle tette d’ovatta, quella gonna da puttana schifosa, quella parrucca, quell’artificio, quel manierismo?


(Traduzione: Bruno Mazzoni)

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