Amico, come lottare contro la mia chimera? Mio caro, mio affine, tu, il solo uomo per il quale scrivo, per il quale abbia mai scritto, come sfuggire a quel segno di rossetto posto sulla mia vita come su uno specchio nel bagno e che niente riesce a cancellare, anzi continua a spandersi, più sporco, più diluito? Come togliermi dal cervello quelle tette d’ovatta, quella gonna da puttana schifosa, quella parrucca, quell’artificio, quel manierismo?