Incipit

J. Amado

TERRE DEL FINIMONDO

La sirena della nave squarciò come un lamento il crepuscolo che avvolgeva la città. Il capitano João Magalhães s’appoggiò alla murata e rimase a guardare il caseggiato d’antica costruzione, i campanili delle chiese, i tetti neri, le vie lastricate d’enormi pietre. Il suo sguardo abbracciava una gran varietà di tetti, ma della via non scorgeva che un tratto breve, dove non passava nessuno. Senza saperne il perché, quelle pietre, con cui mani di schiavi avevano lastricato la via, gli parvero d’una commovente bellezza.


(Traduzione: Mario Da Silva)

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