Incipit

I FIGLI DELLA MEZZANOTTE

S. Rushdie

Io sono nato nella città di Bombay... tanto tempo fa. No, non va bene, impossibile sfuggire alla data: sono nato nella casa di cura del dottor Narlikar il 15 agosto del 1947. E l'ora? Anche l'ora è importante. Be', diciamo di notte. No, bisogna essere più precisi... Allo scoccare della mezzanotte, in effetti. Quando io arrivai le lancette dell'orologio congiunsero i palmi in un saluto rispettoso. Oh, diciamolo chiaro, diciamolo chiaro; nell'istante preciso in cui l'India pervenne all'indipendenza, io fui scaraventato nel mondo.


(Traduzione: Ettore Capriolo)

Per acquistare questo libro:

Trova una libreria

Per acquistare questo libro:

Trova una libreria


Potrebbero interessarti:
G. Sgardoli

IL GIORNO DEGLI EROI

26 novembre 1917 «Dov’eri te, Moretti?» chiede il Marrani, che è di Bologna e parla con la e aperta e la essce. Lo chiamano Rame, perché ha i capelli rossi e brillanti. «Dov’eri te quando il Ferdinando l’é andè al creatåur? Te lo ricordi ...
R. Hasbún

ANDARSENE

Il giorno in cui papà tornò dal Nanga Parbat (con delle immagini che sminuzzavano l’anima, tanta bellezza non era umana), durante la cena, ci disse che l’alpinismo era diventato troppo tecnico e che la parte importante della disciplina si stava ...
C. Fruttero

IL PALIO DELLE CONTRADE MORTE

L’avvocato Maggioni è affacciato ormai da oltre mezz’ora a questa finestra, e sotto di lui continua a sfilare lentissimamente il corteo che precede la corsa del Palio di Siena. Lo smussato poligono della piazza del Campo è acceso da colori d’una ...
S. King

CARRIE

Notizia di cronaca riportata dal settimanale Enterprise di Westover (Maine) il 19 agosto 1966: PIOGGIA DI PIETRE Ci viene riferito che una pioggia di pietre è caduta da un cielo perfettamente sereno su Carlin Street, nella cittadina di Chamberlain, il ...
E. Jong

FANNY

Sta piovendo, sul parco di Merriman. Il verde è quel verde che non esiste se non in Inghilterra. Persino i tronchi degli alberi verdeggiano, patinati di muschio. E i gradini che portano al tempietto greco sono resi sdrucciolosi da quel muschio medesimo. ...
G. Arpino

L’OMBRA DELLE COLLINE

Sapevo di sognare. La salita era ripida, il sentiero appena tracciato tra le erbe andava su con brusche curve, ogni tanto rabbuiandosi tra le acacie che si sporgevano a grappoli, a ombrello. Tutto pareva felice intorno, in un ordine e silenzio ...