Chiacchere d'autore

Fabio StassiF. Stassi

Una volta, un bambino di Lampedusa mi ha detto che un libro può somigliare a tante cose: a un’isola, a una teiera, a una zattera. Ma che si apre sempre come un abbraccio.

Se si considera quanto sia recente l’invenzione dell’alfabeto (cinquemila anni appena) e che non esiste nessun altro animale in natura capace di leggere, non c’è niente più di un libro aperto sulle gambe che affermi la nostra umanità.

Sono convinto che il primo personaggio di romanzo in cui ci si imbatte da bambini condiziona la nostra vita quanto i nostri familiari o il miglior amico. Avviene con lui una sorta di imprinting fantastico e si finisce involontariamente per assomigliargli, allo stesso modo in cui si somiglia ai propri genitori.