Chiacchere d'autore

Daniel PennacD. Pennac

Leggere è davvero un atto di antropofagia!


La cultura non è una proprietà privata. Tu non sei proprietario dei testi che t’incantano. Il loro destino è quello di viaggiare.

Pochi oggetti risvegliano quanto il libro il sentimento ti assoluta proprietà.

Quando una persona cara ci dà un libro da leggere, la prima cosa che facciamo è cercarla fra le righe, cercare i suoi gusti, i motivi che l’hanno spinta a piazzarci quel libro in mano, i segni di una fraternità. Poi il testo ci prende e dimentichiamo chi in esso ci ha immersi: tutta la forza di un’opera consiste proprio nel saper spazzar via anche questa contingenza!

Appena un libro finisce nelle nostre mani, è nostro, proprio come dicono i bambini: “È il mio libro” … parte integrante di me stesso. È forse questa la ragione per cui così difficilmente restituiamo i libri che ci vengono prestati. Non esattamente un furto… (no, no, non siamo dei ladri, no…), diciamo, un passaggio di proprietà, o meglio, un trasferimento di sostanza: quel che era dell’altro sotto i suoi occhi diventa mio mentre il mio occhio lo mangia. E se quel che ho letto mi è piaciuto, parola mia, ho qualche difficoltà a “restituirlo”.


1. Il diritto di non leggere

2. Il diritto di saltare le pagine
3. Il diritto di non finire un libro
4. Il diritto di rileggere
5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
7. Il diritto di leggere ovunque
8. Il diritto di spizzicare
9. Il diritto di leggere a voce alta
10. Il diritto di tacere


Pennac, Daniel