P. S. BUCK, La buona terra

Buona terra, La Quando il contadino Wang Lung sposa la schiava O-Lan non immagina che la sua vita sarà baciata dalla più grande fortuna e schiacciata dalla più grande miseria. In una Cina in cui la ricchezza viene dalla terra e i contadini sono sfruttati alla fame, Wang Lung dovrà difendere la sua famiglia e la sua buona terra da siccità, inondazioni, ambizione e da se stesso. Un romanzo che presenta con schiettezza e maestria il progressivo abbandono dei campi, l’importanza di apparire agli occhi della società, la condizione della donna. Crudo e potente.

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novembre 17, 2017   Nessun commento

T. SCARPA, Stabat Mater

Stabat Mater

L’esistenza di Cecilia è avvolta dalle tenebre: abbandonata in fasce nell’Ospitale della Pietà, impara a suonare il violino ma non a vivere; impastoiata nei suoi stessi pensieri oscuri, trascorre le notti a scrivere lettere amare alla madre che non ha mai conosciuto. La sua mente sprofonda in fantasie di morte sempre più torbide, finché non incontra il nuovo insegnante di violino, don Antonio Vivaldi. Un romanzo sull’acredine dell’abbandonato, il terrore dell’invisibile, l’angoscia nera del senza futuro, scritto a singulti, quasi un pianto isterico. Potente.

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settembre 1, 2017   Nessun commento

F. CAMON, Un altare per la madre

Altare per la madre, Un Che cos’è la morte? Come può accettarla chi resta? E che cosa rimane dopo la morte di una madre? Ferdinando Camon perde la sua, pilastro silenzioso, presenza inosservata ma salda, contadina semplice e silenziosa. Ora la vede meglio: negli occhi del fratello, così simile a lei; nelle parole dello straniero che racconta episodi dimenticati; nel lavoro folle del padre che vuole costruirle un altare. Un romanzo appassionato, umile, in cui trabocca il desiderio di capire e di far capire. Una scrittura intensa e schietta, come la campagna veneta. Potente.

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maggio 19, 2017   1 commento

J. GIONO, L’uomo che piantava gli alberi

uomo-che-piantava-gli-alberi-l Non servono parole altisonanti o grandi eloqui per raccontare questa storia, semplice e caparbia come il suo protagonista: Elzéard Bouffier, rimasto solo, incurante delle guerre e del passare del tempo, pianta querce e faggi in una regione desolata della Provenza. Giorno dopo giorno, ghianda dopo ghianda, la sua quieta ostinazione cambierà il destino di molti e gli donerà ciò che tutti cercano, la felicità. Scrittura senza fronzoli, pianta semi in profondità. Consigliato.

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dicembre 16, 2016   Nessun commento

S. VALENTI, La fabbrica del panico

Fabbrica del panico, La

Un figlio alle prese con un dolore che lo consuma nel ricordo del padre morto, assassinato dall’amianto e ancor più dal silenzio e l’affarismo dei dirigenti della fabbrica Breda. La storia del processo contro chi era a conoscenza del pericolo per la salute degli operai e ha taciuto, mentito, nascosto. La storia di un uomo alla scoperta di suo padre e di se stesso. La storia di una rivendicazione, specchio della lotta di classe. Il disagio di un giovane narrato con amarezza, rabbia e paura attraverso una scrittura densa e spietata. Forte.

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novembre 13, 2015   Nessun commento

M. AIME, La macchia della razza

Macchia della razza, La Siamo davvero convinti di essere immuni dal razzismo? Non è possibile che la storia di ieri si ripeta oggi? L’intolleranza razziale non si è esaurita con gli eccidi della Seconda Guerra Mondiale ma esiste oggi più che mai nei nostri rapporti quotidiani con gli “altri”. Un libro breve ma potente che con concetti crudi e semplicissimi schiaffeggia la codarda ipocrisia del lettore. Aspro ma imprescindibile.

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Categorie: saggio, Shoah, sociale

gennaio 24, 2014   2 commenti