, Questa pelle è pulita. Diario di uno straniero in carcere

Questa pelle è pulita M. è senegalese, vende libri per le strade per conto di Terre di mezzo. Un pomeriggio di febbraio avvicina una ragazza per proporle un acquisto. Poco dopo la polizia lo arresta e lo chiude in carcere. L’accusa è di violenza sessuale, ma M. si dichiara innocente. Questo è il diario di un uomo privato della parola, della libertà, della giustizia, torturato dai secondini per la sua pelle e per un reato che non ha commesso. Una testimonianza coraggiosa, scritta in un italiano stentato che ha la forza della denuncia. Difficile.

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giugno 11, 2017   Nessun commento

P. P. PASOLINI, Ragazzi di vita

Ragazzi di vita Per i ragazzi dei bassifondi di Roma negli anni ’50 non c’è vita, ma solo miseria. Dormire in accampamenti di fortuna, rubare, giocare d’azzardo, scappare dalla polizia o venire arrestati, prostituirsi per pochi spiccioli da convertire subito in alcol e divertimenti: questa la vita del Riccetto e dei suoi compagni. Il romanesco di Pasolini sa amalgamare la violenza, la corruzione, lo squallore e l’indifferenza con il lerciume della povertà e il sudiciume morale. Romanzo emblema del dopoguerra.

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luglio 22, 2016   Nessun commento

M. VENTURINO, Cosa sognano i pesci rossi

Cosa sognano i pesci rossi Reparto di terapia intensiva: Pierluigi Tunesi è uno dei pesci rossi, paziente tracheotomizzato in bilico tra questo mondo e l’altro; Luca Gaboardi è una delle facce verdi, medico anestesista che a una vita fallimentare deve restare aggrappato per continuare a fare il suo lavoro. Due protagonisti impauriti, due voci piene di dubbi, un romanzo sul significato dell’esistenza, sulla paura, il dolore e l’incapacità di comunicare. Una prosa spesso sovraccarica ed enfatica, un lessico dal ricercato al triviale per temi angoscianti e riflessioni amare. Difficile.

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aprile 1, 2016   Nessun commento

F. DOSTOEVSKIJ, Memorie dal sottosuolo

copertina non disponibile 1 Fallito, miserevole, inadeguato, gretto, meschino: tale è il protagonista di questo lungo monologo, di questa disordinata confessione di un inconscio (il sottosuolo) smarrito e desideroso di comprensione umana ma incapace di ottenerla. Troppo impegnato a rimuginare su se stesso e sui motivi che lo spingono a compiere ogni singola azione, trema di fronte al prossimo, cui è legato dal doppio, doloroso filo dell’inferiorità e della dipendenza. Solo nel disprezzo del mondo e di se stesso riesce a trovare un ingannevole rifugio. Amaro, angosciante, impegnativo.

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febbraio 20, 2015   Nessun commento