, Le stagioni di Giacomo

In una comunità fatta di vivi e di morti, di natura e ruggine, di miseria e generosità, Giacomo cresce nei boschi imparando a riconoscere il faggio e il larice, il richiamo dell’urogallo, l’orma segreta della volpe, il luccichio del metallo delle bombe e delle munizioni che la Grande Guerra ha dimenticato sull’Altopiano. E quando la Grande Follia si ripete, tocca a lui mescolarsi con altri boschi, con altri morti. Un mondo che si ricuce con residui bellici, ricordi d’infanzia di un’umanità intensa e smarrita. Malinconico.

Editore: Einaudi
Anno: 2002
Pagine: 161

— Attenzione! L’edizione citata non rappresenta né un consiglio né una segnalazione. È semplicemente l’edizione su cui ci si è basati per redigere la presente recensione. —

 

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1 commento

1 antonio [ 02.03.19 - 18:41 ]

ho viaggiato con molti libri. Da bambino, ho visto giungle che inghiottivano i pirati, e foreste dai cento verdi, e onde che tentavano di afferrarsi alle dita protese delle nuvole. Viaggi di carta, che mi lasciavano in cuore il ruggito e la burrasca, e nelle orecchie soltanto il fruscio delle pagine da sfogliare. Da adulto, ho percorso i colori asciutti delle praterie, sono sceso nell’ ombra delle grotte, ho faticato sulle rocce vive. Altri viaggi di carta, la consapevolezza di luoghi da abbandonare prima ancora di averli veramente incontrati. Poi è venuto Mario Rigoni…nei suoi boschi ho riconosciuto i mei alberi, nelle sue case il camino fumante della mia, nei suoi autunni i sentieri arrugginiti dalle mie foglie. E nel suo viaggiare il mio, da viso a viso, da storia a storia, da silenzio a silenzio.

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