- F. Uhlman

Entrò nella mia vita nel febbraio 1932 per non uscirne più. Da allora è passato più di un quarto di secolo, più di novemila giorni tediosi e senza scopo, che l’assenza della speranza ha reso tutti ugualmente vuoti – giorni e anni, molti dei quali morti come le foglie secche su un albero inaridito.
Ricordo il giorno e l’ora in cui il mio sguardo si posò per la prima volta sul ragazzo che doveva diventare la fonte della mia più grande felicità e della mia più totale disperazione.

(Traduzione: Mariagiulia Castagnone)

Categorie: Incipitando

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1 commento

1 Mario Convinto [ 02.16.15 - 17:41 ]

è la storia di due ragazzi, due compagni di scuola, un Tedesco di antica famiglia nobile e un Tedesco-Ebreo – vorrebbero essere amici, si sentono affini, si capiscono, condividono gli stessi interessi…ma non possono ! E’ una storia che intimorisce: lascia intendere che gli uomini sono in balia di un burattinaio, che muove i suoi fili a piacere ( e non possono decidere, sono incapaci di scegliere davvero )

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