libri di satira



G. MOZZI, Sono l’ultimo a scendere e altre storie credibili

Sono l'ultimo scendere Per cinque anni Mozzi ha tenuto un diario in rete per raccontare le ordinarie stravaganze di una vita da ramingo: battibecchi con postini e poliziotti, passeggiate notturne tra i vicoli di Padova, viaggi più o meno avventurosi su ogni tipo di treno, telefonate moleste di aspiranti scrittori o insistenti venditori. Quello che rimane è un’enorme difficoltà di comunicazione tra persone, una sensazione di arrogante decadenza nelle relazioni, il tutto condito con l’ironia caustica e autoreferenziale dello scrittore smagato. Fulminante.

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ottobre 20, 2017   Nessun commento

J. AUSTEN, Lady Susan

Lady Susan La reputazione di Lady Susan è sempre in bilico: donna dai mille volti, abile manipolatrice, vedova alla ricerca di nuovi flirt, amante della mondanità, non si preoccupa di spezzare legami familiari per assaporare il gusto del dominio. Una marchesa de Merteuil britannica, Lady Susan sa stupire i lettori ad ogni pagina, con la sua calcolata indipendenza e il suo fascino arguto. Un breve romanzo epistolare che racconta con ironia la buona società inglese nel perfetto stile di Jane Austen. Accattivante.

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giugno 2, 2017   Nessun commento

M. SERRA, Gli sdraiati

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Gli sdraiati sono quella parte di umanità che dorme di giorno e veglia la notte, che riesce a chattare con gli amici mentre guarda la tv, ascolta la musica, studia chimica e sgranocchia wurstel fumando, in una parola: i figli adolescenti. Michele Serra racconta il difficile rapporto di un padre con questa generazione troppo diversa, imperscrutabile e, forse, irraggiungibile. Un confronto tra estranei raccontato con una spiccata verve comica, una forte ironia, un lessico sostenuto e una buona dose di malinconica incertezza di tutte le cose. Arguto e commovente.

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gennaio 6, 2017   Nessun commento

M. TWAIN, Un delitto, un mistero e un matrimonio

delitto-un-mistero-e-un-matrimonio-un Questa storia parla esattamente di ciò che promette il titolo: un delitto, un mistero e un matrimonio. O, meglio, di un imminente matrimonio sospeso a causa di un uomo misterioso e di troppa avidità che portano ad un delitto e finalmente a un matrimonio. Il racconto, pur sviluppato su una trama scarna che è quasi un abbozzo, è ricco di false piste e tranelli, in cui l’innocenza (in ogni sua accezione) viene maltrattata con umorismo malvagio. Affascinante.

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dicembre 30, 2016   Nessun commento

O. WILDE, L’importanza di chiamarsi Ernesto

importanza-di-chiamarsi-ernesto-l Un ritratto cinico e sprezzante ma anche comico e affettuoso dell’alta società inglese di fine Ottocento: l’orfano Jack Worthing finge di chiamarsi Ernest per conquistare la bella Gwendolen, convinta di poter amare solo un uomo di nome Ernest. Nel frattempo Algernon Moncrieff si fa passare per un altro Ernest con la giovane Cecily, pupilla di Jack. Una commedia degli equivoci, “frivola per gente seria”, costruita con andamento aforistico, spassosa e brillante, che riesce a mettere a nudo la superficialità e l’ossessione per l’apparenza di un’intera epoca. Geniale.

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Categorie: satira, sociale, teatro

novembre 25, 2016   Nessun commento

FEDRO, Favole

favole Divenuto schiavo nella Roma di Augusto, colto e sfortunato, Fedro sceglie una forma semplice ma astuta per denunciare la corruzione del potere: l’apologo, favola allegorica con protagonisti animali che racconta l’ingiustizia e la meschinità umane. Ridefinendo la strada solo vagamente tracciata da Esopo, il poeta latino riesce a mettere in versi i costumi del suo tempo con straordinaria vividezza, grande abilità e una buona dose di cinismo. Una classico su cui riflettere, attuale oggi come allora.

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settembre 23, 2016   Nessun commento

A. CAMILLERI, La targa

Targa, La

La sera dell’11 giugno 1940, mentre al circolo Fascio & Famiglia di Vigata si festeggia l’entrata in guerra, compare l’antifascista Michele Ragusano. Il malanimo si diffonde e tocca l’apice quando questi provoca un infarto al novantaseienne onorato fascista don Emanuele Persico dicendogli: «Il nome di Antonio Cannizzaro vi dice nenti?». Parte così una campagna di glorificazione del defunto, che però, ad attenta inchiesta, si fa sempre più dubbia. Un racconto satirico sul compromesso e l’arroganza della ragione, una storia tragicomica sulla politica italiana. Semplice e graffiante.

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luglio 29, 2016   Nessun commento