libri sul realismo



B. SCHLINK, A voce alta

A voce alta Michael è un adolescente alle prese con la scoperta di sé e del mondo, Hannah è una donna matura che ha visto più di quanto non dica. Nella Germania degli anni ’50 nasce la loro relazione, fatta di omissioni, insicurezze, sesso e letture a voce alta. Ma poi Michael viene abbandonato e cresce portando con sé il mistero di quell’amante, fino a che non la ritrova inaspettatamente e ne scopre i segreti. Un romanzo scomodo, di mezze accuse e mezzi perdoni in cui si insinua, strisciante e pericolosa, la domanda per eccellenza: cosa avrei fatto io? Per riflettere.

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febbraio 10, 2018   Nessun commento

J. STEINBECK, Furore

Furore Nell’America degli anni ‘30, il crollo dell’economia e una grave siccità colpiscono gli stati agricoli dell’est, spingendo i mezzadri, espropriati e affamati, a cercare lavoro negli stati dell’Ovest. Caricati i pochi averi su un catorcio di fortuna, anche la famiglia Joad parte verso il miraggio di una California ricca dove ricominciare. Attorno a loro, però, si assiepano migliaia di migranti come loro costretti alle azioni più turpi per poter mangiare, sfruttati nella loro disperazione, odiati e temuti. Il romanzo che ha saputo narrare la Grande Depressione in tutta la sua indifferente e bieca ferocia. Capolavoro.

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gennaio 12, 2018   Nessun commento

G. BERTO, Il cielo è rosso

Cielo è rosso, Il Aprile 1944. Treviso trattiene il fiato al suono dell’allarme antiaereo che rompe il silenzio della notte. Le bombe cadono, distruggono centinaia di edifici, migliaia di vite. Tra le macerie, in mezzo ai morti, nell’indifferenza del dolore, quattro ragazzi cercano di imparare a vivere, rubando, prostituendosi, scoprendo la complessità dell’amore e la dolcezza del calore umano. Un romanzo struggente, amaro e forte, che racconta senza artifici le miserie della guerra. Splendide descrizioni. Magistrale.

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settembre 22, 2017   Nessun commento

R. DOYLE, La donna che sbatteva nelle porte

Donna che sbatteva nelle porte, La Paula Spencer tenta disperatamente di ricordare i momenti felici della sua vita: le domeniche in famiglia, col gelato e le patatine fritte; la prima volta che ha visto Charlo e il suo fascino da duro; il giorno del matrimonio e il romanticismo spensierato dei primi tempi. Ma poi ogni ricordo si tinge del nero dei pugni, delle costole rotte, degli insulti, della paura. Un romanzo teso, crudo, amaro, in cui i flashback stemperano nelle illusioni passate la disperazione del presente. Drammatico.

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settembre 9, 2016   Nessun commento

P. P. PASOLINI, Ragazzi di vita

Ragazzi di vita Per i ragazzi dei bassifondi di Roma negli anni ’50 non c’è vita, ma solo miseria. Dormire in accampamenti di fortuna, rubare, giocare d’azzardo, scappare dalla polizia o venire arrestati, prostituirsi per pochi spiccioli da convertire subito in alcol e divertimenti: questa la vita del Riccetto e dei suoi compagni. Il romanesco di Pasolini sa amalgamare la violenza, la corruzione, lo squallore e l’indifferenza con il lerciume della povertà e il sudiciume morale. Romanzo emblema del dopoguerra.

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luglio 22, 2016   Nessun commento

PH. PULLMAN, La bussola d’oro

Bussola d'oro, La

Lyra ha undici anni e vive in un mondo in cui ogni essere umano cammina accanto alla sua anima, che si manifesta in forma animale. La sua esistenza ruota intorno al Jordan College e ai suoi accademici, quando il destino la intrappola in una storia ben più grande di lei, che la porterà ad intraprendere un lungo viaggio alla ricerca della Polvere e di una società malvagia guidata solo da una misteriosa bussola d’oro. Primo libro della trilogia Queste oscure materie, è scritto in uno stile accattivante e coinvolgente, che sa mantenere viva l’attenzione senza battute d’arresto. Consigliato.

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gennaio 16, 2016   Nessun commento

L. MAUVIGNIER, Storia di un oblio

Storia di un oblio

In un supermercato un uomo ruba una lattina di birra. Anzi, senza pensarci la beve proprio lì, davanti allo scaffale. Subito quattro vigilantes lo raggiungono, lo scortano nel magazzino e lo picchiano a morte. Un fatto di cronaca che Mauvignier sceglie di raccontare in modo eccezionale: un’unica, lunghissima frase senza respiro dà voce agli ultimi istanti dell’uomo, alle false giustificazioni dei vigilantes, alle reazioni dei familiari. Rabbia, indignazione e tanto dolore per una birra pagata troppo caro. Uno schiaffo per tornare a riflettere.

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novembre 27, 2015   Nessun commento