T. SCARPA, Stabat Mater

Stabat Mater

L’esistenza di Cecilia è avvolta dalle tenebre: abbandonata in fasce nell’Ospitale della Pietà, impara a suonare il violino ma non a vivere; impastoiata nei suoi stessi pensieri oscuri, trascorre le notti a scrivere lettere amare alla madre che non ha mai conosciuto. La sua mente sprofonda in fantasie di morte sempre più torbide, finché non incontra il nuovo insegnante di violino, don Antonio Vivaldi. Un romanzo sull’acredine dell’abbandonato, il terrore dell’invisibile, l’angoscia nera del senza futuro, scritto a singulti, quasi un pianto isterico. Potente.

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settembre 1, 2017   Nessun commento