UNO, NESSUNO E CENTOMILA - L. Pirandello

«Che fai?» mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.
«Niente,» le risposi, «mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo avverto un certo dolorino.»
Mia moglie sorrise e disse: «Credevo ti guardassi da che parte ti pende.»
Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda: «Mi pende? A me? Il naso?»

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giugno 27, 2016   Nessun commento

QUADERNI DI SERAFINO GUBBIO OPERATORE - L. Pirandello

Studio la gente nelle sue più straordinarie occupazioni, se mi riesca di scoprire negli altri quello che manca a me per ogni cosa ch’io faccia: la certezza che capiscano ciò che fanno.
In prima, sì, mi sembra che molti l’abbiano, dal modo come tra loro si guardano e si salutano, correndo di qua, di là, dietro alle loro faccende o ai loro capricci.

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febbraio 9, 2015   Nessun commento

IL FU MATTIA PASCAL - L. Pirandello

Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo: «Io mi chiamo Mattia Pascal.»

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marzo 31, 2014   Nessun commento

L. PIRANDELLO, Uno, nessuno e centomila

Uno nessuno e centomila La fortuita scoperta di avere il naso pendente schiaccia la vita di Vitangelo Moscarda sotto una valanga di interrogativi: chi è lui per gli altri? Come risulta la sua immagine vista da occhi diversi? Quanti se stesso esistono? La realtà, allora, non è la stessa per tutti? Il tema della maschera esteriore è qui portato alle estreme conseguenze della pazzia (o risveglio?) in un lungo monologo interiore. Per riflettere.

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novembre 7, 2013   Nessun commento