IL VISCONTE DI BRAGELONNE - A. Dumas (padre)

Verso la metà del mese di maggio dell’anno 1660, alle nove del mattino, allorché il sole già caldo asciugava la rugiada sulle scarpate del castello di Blois, una piccola cavalcata, composta da tre uomini e due paggi, rientrava per il ponte della città senza produrre altro effetto, sui bighelloni della strada, che un primo movimento della mano alla testa per salutare, e un secondo movimento della lingua per esprimere questa idea nel più puro francese che si parli in Francia: “Ecco Monsieur che torna dalla caccia”. E fu tutto.

(Traduzione: Tommaso Monicelli)

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maggio 15, 2017   Nessun commento

A. DUMAS (PADRE), Robin Hood

Robin Hood Con Riccardo Cuor di Leone lontano in Terrasanta, l’Inghilterra è governata dal Principe Giovanni, la corruzione dilaga e i soprusi contro i più deboli si fanno insopportabili. Anche a Nottingham lo sceriffo detta legge, ma trova chi lo contrasta: Robin Hood, l’arciere, il proscritto, l’eroe. Nella prosa di Dumas la narrativa incontra la leggenda e crea un personaggio indimenticabile e una storia che sa miscelare con abilità azione, amore, fatti storici, humor e descrizioni. Un classico dell’avventura.

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luglio 8, 2016   Nessun commento

NAPOLEONE - A. Dumas (padre)

Il 15 agosto 1769 nacque ad Aiaccio un bambino, che ebbe dalla sua famiglia il nome di Buonaparte e dalla sorte quello di Napoleone.
La sua prima giovinezza trascorse in mezzo alle febbrili agitazioni che seguono ogni rivoluzione: la Corsica, che da mezzo secolo anelava all’indipendenza, era stata mezzo conquistata e mezzo venduta, ed era uscita dalla schiavitù genovese solo per cadere sotto il dominio della Francia.

(Traduzione: Riccardo Reim)

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maggio 5, 2014   Nessun commento

I TRE MOSCHETTIERI - A. Dumas (padre)

Il primo lunedì del mese d’aprile 1625, il paese di Meung dove nacque l’autore del Roman de la Rose, appariva in completo subbuglio, proprio come se gli ugonotti fossero venuti a tentare una seconda Rochelle. Parecchi borghesi, vedendo le donne scappare in direzione della Grande-Rue e sentendo i bambini strillare sulla soglia degli usci, si affrettavano a indossare la corazza e rafforzando il loro contegno alquanto esitante con un moschetto o una partigiana, si dirigevano verso la locanda del Franc Meunier, davanti alla quale si affollava infittendosi di momento in momento, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità.

(Traduzione: Marisa Zini)

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aprile 7, 2014   Nessun commento