IL CANTO DI NATALE - C. Dickens

Marley era morto, tanto per cominciare. Non c’era dubbio su ciò: il suo atto di morte era firmato dal pastore, dal coadiutore, dall’uomo delle pompe funebri e dal capo dei piagnoni. L’aveva firmato anche Scrooge, e il nome di Scrooge alla Borsa degli scambi valeva per qualunque cosa lui decidesse di metter mano. Il vecchio Marley era morto come il chiodo di un uscio.
Badate: non voglio dire di sapere, per mia personale esperienza, che ci sia qualcosa di particolarmente morto nel chiodo di un uscio.

(Traduzione: Maria Luisa Fehr)

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dicembre 21, 2015   Nessun commento

OLIVER TWIST - C. Dickens

Tra gli altri edifici di una certa cittadina, che per diverse ragioni sarà per me prudente astenermi dal menzionare e alla quale neanche assegnerò un nome fittizio, ve n’è uno familiare un tempo alla maggior parte delle città, grandi o piccole che fossero, e cioè un ospizio di mendicità. E in questo ospizio, in un certo giorno, mese e anno che non devo darmi la pena di precisare giacché il conoscerli non potrà riuscire di nessuna utilità al lettore – per lo meno allo stato attuale delle cose – nacque l’articolo di mortalità il cui nome compare nel titolo di questo capitolo.

(Traduzione: Mario Martino)

Categorie: Incipitando

aprile 14, 2014   Nessun commento

C. DICKENS, Canto di Natale

copertina non disponibile 1 La notte di Natale Ebenezer Scrooge, avaro e crudele uomo d’affari, riceve la visita di tre fantasmi che gli offrono l’occasione di viaggiare attraverso il tempo per cambiare se stesso e il proprio futuro. Con sapienza Dickens riesce ad accostare e far coesistere scene di edificante tenerezza ed altre di crudo realismo. Nessuno sa essere più beffardamente serio. Potente.

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novembre 8, 2013   1 commento