SETA - A. Baricco

Benché suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell’esercito, Hervé Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile.
Per vivere, Hervé Joncour comprava e vendeva bachi da seta.

Categorie: Incipitando

novembre 7, 2016   Nessun commento

EMMAUS - A. Baricco

La spider rossa fece un’inversione e accostò davanti al ragazzo. L’uomo alla guida manovrava con molta calma, e sembrava non avere fretta, né pensieri. Portava un berretto elegante, la macchina era scoperta. Si fermò e, con un sorriso ben fatto, disse al ragazzo Hai visto Andre?
Andre era una ragazza.

Categorie: Incipitando

agosto 22, 2016   Nessun commento

A. BARICCO, Tre volte all’alba

Tre volte all'alba

Tre storie diverse, di tre incontri diversi, tra due persone diverse, in tre albe diverse. Eppure, in un certo senso, la stessa storia, dello stesso incontro, tra le stesse due persone, nella stessa alba. Un libro strano, un modo alternativo e non sempre lineare di riflettere sui temi del cambiamento, del significato di ogni giorno, delle relazioni umane. Una scrittura arzigogolata e mai fluida, che procede a singhiozzo perdendo, così, di forza e profondità. Non il migliore testo di Baricco. Faticoso.

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maggio 20, 2016   Nessun commento

A. BARICCO, Seta

Seta Quando cominciano ad ammalarsi i bachi da seta in Europa, Hervé Joncour è costretto a periodici viaggi in Giappone per comprarne illegalmente degli esemplari sani, mentre la moglie aspetta il suo ritorno. In Giappone intreccia con la donna del signore locale una relazione fatta di sguardi, di silenzi, di carezze rubate. Una doppia storia d’amore delicata come la seta, giocata su una prosa cadenzata ed essenziale. Seducente e malinconico.

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Categorie: romanzo

settembre 12, 2014   Nessun commento

OCEANO MARE - A. Baricco

Sabbia a perdita d’occhio, tra le ultime colline e il mare – il mare – nell’aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.
La spiaggia. E il mare.
Potrebbe essere la perfezione – immagine per occhi divini – mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità – verità – ma ancora una volta è il salvifico granello dell’uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un’inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata.

Categorie: Incipitando

maggio 19, 2014   Nessun commento